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 ECONOMIA
CALANO AZIENDE COMMERCIO: NEL 2011 -2.500 LAVORATORI
03-04-2012
Nel 2011 3.182 piccole e medie imprese sarde dei settori commercio e turismo hanno cessato l’attivita’. Il saldo negativo, rispetto alle iscrizioni, e’ stato pari a 817. Mai, in precedenza, i dati delle Camere di Commercio di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano avevano registrato un saldo negativo di questa portata. Circa un terzo delle 2.365 nuove iscrizioni si riferisce ad attivita’ di extracomunitari (su tutti cinesi, pakistani e senegalesi), in prevalenza ambulanti. Di questo e della crisi che attraversa la Sardegna si e’ parlato nella Giornata di mobilitazione a sostegno delle Pmi, promossa dalla Confesercenti nazionale.
“Abbiamo aderito senza indugi all’iniziativa - ha spiegato il presidente regionale, Marco Sulis - perche’ siamo consapevoli del momento difficile che attraversa l’isola. Nel 2011 le famiglie sarde hanno cominciato a sperimentare gli effetti negativi delle difficolta’ della nostra economia. I sardi, il cui reddito disponibile si e’ complessivamente ridotto di oltre il 5% in un triennio, si trovano ora pericolosamente esposti alle turbolenze in atto”. Sulis ha sottolineato che la cessazione delle imprese equivale alla perdita di 2.500 posti di lavoro: una enormita’ che passa quasi inosservata all’attenzione generale perche’ si tratta di realta’ sparse per tutta la regione. “Mi chiedo che cosa sarebbe accaduto, invece, se avessero chiuso i battenti due imprese con 1.250 dipendenti ciascuna: forse sarebbe scoppiata la guerra civile. Invece questi fatti stanno passando in silenzio, e il Governo Monti continua a proporre misure che stanno stritolando le piccole e medie imprese”.
La situazione di stasi o crisi dei consumi delle famiglie, non poteva non avere un impatto sul commercio al dettaglio. Ma anche il turismo deve fare i conti con una situazione che non consente alle imprese italiane di reggere la concorrenza.

G.M.A.



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